In laboratorio, in officina e in qualsiasi contesto produttivo che preveda l’uso di adesivi e collanti, il contatto accidentale con la pelle è una delle situazioni più comuni. Che si tratti di cianoacrilato, resine epossidiche o collanti poliuretanici, la colla sulle mani rappresenta un problema che va da subito eliminato nel modo corretto: solo così, infatti, è possibile tutelare l’integrità cutanea e prevenire effetti che, con l’esposizione ripetuta, possono diventare cronici.
Approfondiamo l’argomento in queste righe.
I rischi della colla sulla pelle e come intervenire subito
La pelle è la prima barriera di difesa del corpo e, quando entra in contatto con sostanze chimiche aggressive, può subire danni che variano per intensità, gravità e durata. Nel caso specifico delle colle a uso professionale, i rischi più frequenti rientrano in due categorie distinte: l’irritazione e la sensibilizzazione allergica.
L’irritazione da contatto si manifesta in modo relativamente rapido, con arrossamento, secchezza, prurito e, nei casi più acuti, la comparsa di ragadi. Le colle contenenti epossidi sono tra le sostanze che più frequentemente provocano queste reazioni, anche dopo un numero limitato di esposizioni. Le resine epossidiche, in particolare, contengono componenti che possono agire da sensibilizzanti: ciò significa che la pelle, una volta “abituata” alla sostanza, può sviluppare nel tempo una reazione allergica sempre più intensa, con tempi di risposta che vanno da poche settimane ad alcuni mesi, spesso senza segnali di preavviso.
La dermatite da contatto occupazionale è una delle patologie cutanee più diffuse nei luoghi di lavoro: alcuni studi europei stimano tra 0,7 a 1,5 casi ogni 1000 lavoratori per anno. Le categorie più esposte includono falegnami, meccanici, tecnici di assemblaggio, verniciatori e lavoratori dell’industria chimica, tutti soggetti che maneggiano adesivi tecnici con una certa frequenza.
Quando la colla entra in contatto con la pelle, il primo intervento è determinante:
immergere la zona interessata in acqua calda con sapone per almeno dieci minuti può essere sufficiente a ridurre l’adesione prima che il materiale si indurisca completamente.
In nessun caso è opportuno tentare di staccare meccanicamente la cola con oggetti appuntiti, lamette o raschietti: il rischio di lacerare lo strato corneo è elevato e può aprire la strada a infezioni secondarie.
Prevenzione in laboratorio e in officina: come proteggere la pelle dalla colla
La gestione del rischio dovuto al contatto delle colle non può però limitarsi all’intervento a posteriori, anche se immediato; come per altri tipi di sporco (vernice, grasso meccanico, sporchi pesanti in generale), la prevenzione è parte integrante delle procedure operative.
L’utilizzo di creme barriera aiuta a proteggere la pelle dalle sostanze irritanti: devono essere applicate sulla pelle asciutta e pulita prima di iniziare il lavoro. Formano uno strato sottile che riduce la penetrazione di sostanze nocive nella cute e ne facilita il successivo lavaggio. Alcune formulazioni sono specificamente oleoprotettrici, pensate per la protezione da materiali non solubili in acqua e altamente adesivi: oli, grassi, vernici, adesivi, resine, catrame e bitume.
Togliere la colla dalle mani: i prodotti da usare
La scelta del prodotto dipende dal tipo di colla e dallo stadio in cui si interviene; non esiste un solvente universale, bensì delle categorie di prodotti ben documentate per ciascun tipo di collante:
- acetone: è il solvente di riferimento per il cianoacrilato. Va applicato su un batuffolo o un panno, evitando il contatto diretto con il cotone per prevenire reazioni esotermiche con la colla ancora fresca: in questo modo, potrà ammorbidire il legame chimico e consentire di allontanare il residuo con delicatezza;
- alcol isopropilico: efficace sulle resine epossidiche ancora fresche, è una valida alternativa all’acetone, con un profilo di irritazione leggermente inferiore. Trova impiego anche come alternativa più delicata per chi presenta già segni di irritazione cutanea o pelle sensibile;
- oli vegetali (olio di cocco, olio d’oliva, olio di jojoba): utili come ammorbidenti naturali sulle resine epossidiche indurite, dove l’azione chimica dei solventi risulta meno efficace. Tuttavia, è bene notare che non sono adatti come unico strumento in contesti professionali ad alta intensità di lavoro;
- vaselina: alternativa delicata per residui collosi limitati, particolarmente indicata in presenza di pelle secca o irritata. Va abbinata a un lavaggio successivo con acqua e sapone;
- acqua tiepida, sapone delicato e pietra pomice. Tecnica manuale efficace per residui non abbondanti: l’immersione prolungata (circa trenta minuti) ammorbidisce il residuo, mentre la pietra pomice ne facilita la rimozione meccanica senza l’uso di solventi;
- lavamani professionali: formulati con microgranuli naturali, estratti di agrumi e solventi di origine vegetale, combinano azione pulente e proprietà emollienti; Kroll propone Master Orange® Sporchi Tenaci, un gel ad alto potere lavante con abrasivo vegetale micronizzato, ottenuto dal Tutolo di Mais. Sono pensati per un uso frequente durante la giornata lavorativa, caratteristica che li distingue dai solventi puri.
- Straps®, sono salviette monouso in tessuto – non tessuto di Kroll, abrasive su un lato e morbide sull’altro, impregnate di una soluzione detergente che non richiede acqua: oltre che sulle colle, queste salviette sono efficaci anche su oli, vernici, siliconi e inchiostri. Sono arricchite con ingredienti emollienti idratanti naturali, come l’estratto di Aloe, e hanno compatibilità cutanea dermatologicamente testata.
In tutti i casi, al termine della rimozione è opportuno applicare una crema emolliente per ristabilire l’equilibrio idrolipidico cutaneo, utilizzando prodotti specifici come Idroglicina Mani, un’emulsione arricchita con Aloe Vera e Glicerina, che aiuta a mantenere la pelle morbida, idratata e protetta, contrastando secchezza e irritazioni.Per informazioni sul prodotto e sulle soluzionidisponibili per l’igiene professionale delle mani, il team di Kroll è a disposizione: contattaci per maggiori informazioni.